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Luigi Ballarin

Analizzando la critica di Giuseppe Salerno, ritroviamo l’orientamento per poterci calare tra i colori, le forme ed iprofumi delle suggestioni islamiche di Ballarin. In primo luogo Salerno descrive per l’artista veneto “…un percorso di conoscenza capace di generare quell’amore che, illuminando l’universo, relega nell’ombra l’ignoranza, l’odio e l’indifferenza…”; percorso grazie al quale viene creata “…un’atmosfera universale di
preghiera, spiritualità e mistero; che suona come temporanea presa di distanza dalle vicende terrene…”. Una vera e propria catarsi in cui “…Luigi Ballarin non è più il veneziano di prima ma non si è trasformato neanche in uomo dell’Islam. E’ un ponte che supera ed incontra le singole culture, dando vita ad opere/luoghi di incontro e commistione, guadagnando pienamente la sua visione dall’alto…”.
Giuseppe Salerno

Fabio Cicuto

Ricercatore nell’arte. Parte dalla Roma che ha conosciuto un clima culturale di incredibile libertà e genialità, un periodo segnato da nomi importanti, come quelli di Pasolini e Schifano. La sua arte consiste nell’incontrare la percezione delle persone sul rappresentato, dai simboli al senso della memoria. Fabio Cicuto ricerca, cambia tecnica, individua forme che mutano nell’opera successiva. Con lui l’arte diventa un laboratorio eterno del nostro tempo.

Tratto da Profili d’Artista di Giammarco Puntelli

Antonio Finelli

Il dipinto di Finelli è incantato e al limite dell’idillio, elegante e patinato. E però il suo racconto per figure imprime l’effetto di una certa elettricità visiva, quale brivido di storie immaginabili ed eventi non detti e pure enunciati da particolari di vita assente-presente: la pensilina dell’autobus, la segnaletica stradale, le rotaie del tram, una automobile parcheggiata sotto le mura antiche…
Così egli consolida il capitolo novecentesco della pittura che si è dedicata alla città. Per rinvenire gli impasti post-impressionisti, le varianti estetiche del purismo neoclassico e tonale, il lirismo infuocato dal colore espressionista, l’arabesco proiettivo del segno futurista. I modi del verismo in tutte le sue figure espressive, dalle social-neorealiste a quelle di un diligente e scrupoloso appello naturalista.
Duccio Trombadori

Manlio Guberti Helfrich

Un cammino pittorico che muove i primi passi da opere figurative, minuziosamente studiate nella luce e nel colore. Manlio giunge man mano ad una sua personale rilettura del cubismo e affronta la scomposizione della realtà in una maniera molto più semplice. Con l’esperienza e l’apprendimento di nuove tecniche, Manlio arriva alla formulazione di uno stile del tutto personale sintesi del linguaggio cubista e astratto, in cui i protagonisti delle composizioni sono le forme e i giochi cromatici. Una ricerca personale innovativa, che non mira alla sola rappresentazione della realtà, ma punta a coglierne l’essenza.

Dott.ssa Annalisa Perriello

Valerie Honnart

Valerie vince la sfida perché la sua pietra, quella che porta sulle spalle, le permette di essere creativa. La sua pietra traccia le linee della sua arte. Valerie ama la sua pietra. Valerie è felice lungo la sua via della creazione.
Il messaggio per noi è chiaro: non è l’assoluta ricerca del successo proiettata nel futuro a coincidere con la ricerca della felicità; non è il progresso l’assoluta felicità e non è nemmeno la continua ricerca di quella felicità a renderci felici; anzi è solo la conferma di una trappola invisibile, di un’esistenza assurda.
Nessuno potrà levarci dalle spalle la nostra pietra, che è la realtà; la natura, l’affetto; la fatica di vivere. Nessuno ci libererà da lei se non la morte ed è perciò che essa stessa è la nostra salvezza: il nostro scopo di vita. Per questo Sisifo ama la sua pietra; per questo Sisifo è felice.
Lucia Collarille

SReK

L'opera di SReK parte dal figurativo per approdare ad un’incessante ricerca e sperimentazione della luce, del colore e della materia. Utilizzando supporti e materiali diversi - tele, pannelli, acrilici, vernici, inserti materici - SReK mostra la sua innata bramosia di sperimentare e domare la materia, le diverse possibilità del colore e degli effetti luministici. Il colore è l’input che genera la composizione.  Al colore “primordiale” ne seguono man mano altri, su vibranti stratificazioni che generano effetti sfocati e immagini nascoste a diffrangere la luce. Tutto si addensa e si stratifica. Il mezzo pittorico e il gesto contribuiscono a generare il risultato finale e l’obiettivo prefissato dall’artista.

Dott.ssa Annalisa Perriello

Alessandro Trani

Alessandro Trani, la capacità di dipingere e rappresentare un mondo interiore cogliendo l’occasione artistica del paesaggio, creando un ponte culturale ed emozionale con quanti osservano le sue opere; il maestro Trani è un poeta che sottovoce, con una pittura discreta, metaformale, elegante ed essenziale, ci conduce in quella realtà parallela fatta di silenzi e di paradiso personale, nel quale il mare e gli elementi naturali fanno rivivere la vera identità dell’uomo e la riflessione lascia spazio ad un flow ipnotico, che porta al viaggio dentro se stessi, il viaggio più importante per ogni essere umano.

Di Giammarco Puntelli

Giovanni Trimani

Arte come Anima. A questo imperativo risponde la poetica artistica elaborata da Giovanni Trimani, artista onnivoro di momenti e di bellezza. Un impianto coloristico vibrante valorizza una scelta stilistica contraddistinta da un linguaggio visuale originale, che mostra richiami colti reinterpretati alla luce di un alfabeto dai contorni netti e definiti. Rimandi alla pop art si mescolano a echi primitivi e citazioni classiche, in una commistione esotica che guida l’osservatore alla scoperta dell’interiorità recondita dell’artista e del suo personale continente. L’immediatezza comunicativa, filtrata dalla sperimentazione formale, apre le porte alla comprensione di un mondo artistico che sembra essere generato da quello che Rimbaud definiva “deragliamento dei sensi”, attitudine che predispone alla visionarietà e guida alla comprensione dei significati.

Dott.ssa  Francesca Bogliolo