“Emozioni che tracciano colori” CUMPONERE di Mario Esposito

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Date(s) - 10/09/2017 - 17/09/2017
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Medina Roma


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2C Arte (www.2carte.it: materiali, strumenti ed accessori per l’arte in Via Soriso, 72/78 a Roma) e la rivista “Art&Arte” edita da Acca Edizioni Roma (www.accainarte.it), presentano la personale di Mario Esposito presso gli spazi “Medina Roma” di Via Poliziano, 32-34-36. Dal 10 al 17 Settembre 2017. Per qualsiasi info, clicca qui.

Consulenza e critica della Dott.ssa Francesca Bogliolo (vai al profilo FB)

“Il mondo di Mario Esposito è un gioco di immaginazione continua, che mette alla prova il nostro senso creativo; stimolandone di volta in volta le capacità di associazione, introspezione, condivisione. C’è, nella volontà dell’artista, la capacità del narratore che, originando un mondo irreale e suggestivo, conduce sulle porte del sogno; per poi lasciare liberi gli osservatori di decidere quale sia la direzione da scegliere al bivio. È così che nascono i suoi Piccolini, frammenti di storie vissute o immaginate; tessere da ricomporre in base alla propria esperienza emotiva.

Cresciuto a stretto contatto con gli ambienti romani legati all’astrattismo geometrico prima e alla fase più intimistica della pop art italiana poi, Mario Esposito riverbera nella propria ricerca formale la lezione teatrale del più fine Perilli segnico; di cui amplifica la plasticità mediante la scomposizione in formelle narrative, puntuali e delicate. Architetture e figurazioni, rigorose e surreali al contempo, danno volto a un’indagine strutturale; che si realizza nel concetto della variazione sul tema, sua più diretta e riconosciuta cifra stilistica: l’assoluta ricchezza esecutiva è indotta dalla passione e dallo studio attento della storia dell’arte a lui più prossima; laddove ancora l’influenza della scuola romana si faccia promotrice di intime riflessioni sulle stagioni dell’esistenza e sui cambiamenti che questa comporta.

Senso della vita

A queste, Esposito unisce inoltre un’attenzione familiare a certe materie plastiche e acriliche assolutamente contemporanee; segno evolutivo e tangibile di un passaggio di consegne da una pittura storicizzata a una di più coevo riscontro: gli aggetti pittorici, ormai assimilati a moderne qualità di smalto visive e tattili, modificano lo spazio vitale dell’opera; e ne movimentano la composizione a vantaggio di una loro più completa percezione. L’operare mette in luce le vere intenzioni dell’artista: nel permettere al fruitore di intervenire direttamente sulla composizione dell’opera, Esposito riconosce all’arte la capacità di permettere alle persone di entrare in relazione. Come sosteneva Heidegger, il senso dell’essere nel mondo dell’uomo è il prendersi cura; allora l’arte di Mario Esposito trattiene, in tratti delicati e leggeri, il profondo significato della vita.” – Dott.ssa Francesca Bogliolo

Abstract

Mario Esposito nasce come artista autodidatta cimentandosi nella pittura materico-astratta e sperimentando continuamente colori abbinamenti e sfumature; con la voglia di scoprire accostamenti e contrasti in grado di attirare l’attenzione di chi percepisce nell’opera stati d’animo che interiormente suscitano emozioni. Dal 2010 grazie al supporto del maestro Adriano Fida, l’artista si avvicina al figurativo e alla pittura ad olio.

La bellezza della natura si manifesta anche attraverso il mondo dei colori i quali come i lineamenti, segnano i cambiamenti delle emozioni; i quadri di Mario Esposito colpiscono per la varianza e la brillantezza delle forme e dei colori. Nasce da qui l’esigenza di creare un microcosmo dove viene espressa tutta la sensibilità interiore dell’artista; che trova nell’originale formato il proprio mezzo per comunicare all’esterno le proprie emozioni.

Elementi

Un percorso artistico caratterizzato dalla voglia di trasmettere quella parte di pensiero dove la fantasia e la creatività sono fucine di linee, forme, tratti; che permettono al fantastico di prorompere a discapito del tempo che resta intrappolato in una bolla di maestosa tranquillità. L’esterno frastuono non tange, nè sgomenta. Mentre la parte pura e preziosa a tratti fanciullesca, custodita gelosamente da ognuno di noi, prende forma e zampilla all’esterno con gioia e vivacità. La forma presa dal colore rimane in un’oasi, protetta dagli sguardi ignoranti e privi di emozioni; mentre attrae con una forza comunicativa dirompente. L’animo sensibile è alla continua ricerca di quella condivisione e coinvolgimento che l’artista vuole con coloro che riescono a vivere e apprezzare il linguaggio emotivo; trasmesso con forza attraverso le forme ed i colori.

Una misteriosa e complessa visione interiore che a tratti è impossibile descrivere con le parole, diventa tangibile in una piccola opera; che da sola può significare il messaggio; o viceversa può prendere forma attraverso la composizione di mosaici rappresentati dall’insieme di piccole opere; che l’animo sensibile ed unico del visitatore assembla e riesce a comporre. I singoli elementi sono realizzati ma l’intera opera è messa insieme dalla sensibilità, dalla emotività, dalla passione interiore di chi l’opera l’ammirerà ogni giorno nella sua dimora. Quindi nasce un binomio perfetto tra artista e chi l’opera sceglie dandogli la forma finale; che permette di realizzare un’opera unica secondo le percezioni emotive che le forme e i colori dei singoli elementi creati dall’artista trasmettono a colui che assembla. In due, tre, dieci, venti, cento elementi…l’opera finita.

Parola a Mario Esposito…

“Tele bianche come la vita. Le amo entrambe e le riempio di colore. Vivere la libertà di creare, di sentire attraverso le proprio sensazioni; per trasmetterle sotto forma di emozioni che vengono tracciate con le tonalità che assume il colore sulla tela.

Un cammino per acquisire maggiore consapevolezza liberando la mente da vincoli e condizionamenti. Libero di essere me stesso per fermare l’attenzione su ciò che non si vede ma si sente. L’obiettivo è di creare una dimensione emotiva capace di narrare l’ispirazione così come è stata vissuta; permettendo al quadro di diventare strumento di scoperta e di esplorazione del nostro mondo interiore caratterizzato dalle nostre sensazioni personali di bellezza.

Chi vede ed ascolta se riesce ad interpretare la dimensione interiore dell’emozione, possiede un alfabeto particolare; che permette di cogliere e codificare le sensazioni che il quadro trasmette in forma unica personalizzata; diversa da ogni altro che incrocia lo sguardo con l’unica opera che si ammira.

Dalle emozioni al colore

Il vissuto emozionale dell’artista si moltiplica si amplifica si compiace quando incontra qualcuno disposto dal profondo a condividerlo, apprezzarlo, sentirlo proprio.

Per realizzare un quadro il primo passo è la tela bianca di fronte ad essa non ci devono essere limiti, prescrizioni, indirizzi precostituiti; ma la libertà di agire scevro da ogni condizionamento. La tela deve assumere un colore di fondo che metta in risalto le forme ed i colori successivi; nel recente periodo il binomio bianco e nero danno origine ad un fondo prevalentemente scuro; con tratti di luce chiari e varie tonalità di grigio che si formano dall’incrocio di questi due colori.

Nel momento in cui asciuga, il colore cambia tono; si opacizza e si rende disponibile a percepire colori vivi, accesi, molto spesso metallici; che vengono dipinti spruzzati, colati, attorcigliati, resi fluidi o molto consistenti; in forme che spontaneamente la creatività e la fantasia forgiano sul quel piccolo tratto di tela che molto produce in termini di emozioni. Il tratto materico con abbondanza di colori rende il tempo dell’asciugatura più lungo. Ed anche in questo caso il colore cede un po’ di brillantezza e di luce. Inizia così l’ultima fase dove il velo vernice lucida trasparente compie l’ultimo miracolo: il pennello passando lascia una scia di lucido trasparente che ravviva il colore; lo fa riemergere dal torpore opaco dell’asciugatura e lo rende brillante e ricco di luce; cristallizzando questa tonalità viva e piena di luce in modo irreversibile. Il quadro ora è pronto per donare emozioni.” – Mario Esposito