Meraviglie d’Oriente di Luigi Ballarin

Meraviglie d'Oriente di Luigi Ballarin
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Quando
Date(s) - 22/02/2019 - 28/02/2019
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Dove
Medina Roma


Meraviglie d’Oriente di Luigi Ballarin

Dal 22 al 28 Febbraio 2019 mostra personale Meraviglie d’Oriente di Luigi Ballarin presso gli spazi Medina Roma. Artista veneto innamorato dell’Oriente, attraverso le suo opere ci condurrà in una cultura altra. A calarci tra i colori, le forme ed i profumi delle suggestioni arabe.

Opening della mostra Venerdì 22 Febbraio alle ore 18:00 con la presentazione di Giuseppe Salerno.

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Meraviglie d’Oriente di Luigi Ballarin

Definita dal luogo di appartenenza e da molteplici circostanze che sfuggono al controllo umano, ciascuno vive l’identità che gli è propria e che in modo assolutamente unico lo contraddistingue.

Nonostante il caso determini in gran parte ciò che siamo, il destino riserba poi a tutti occasioni speciali di rinascita ogni qual volta abbiamo la possibilità di intrecciare il nostro percorso con il diverso.

Una possibilità rivitalizzante questa, di crescita; se sostenuta da un’ incontenibile desiderio di conoscenza ed incentrata sull’incessante ricerca di sé attraverso la relazione con ciò che non siamo.Un percorso che accomuna i tanti artisti che in mondi lontani e dimensioni altre, estranee alle superficialità del quotidiano, trovano fonte di ispirazione e nutrimento.

Mondi interiori e mondi ignoti, vissuti o soltanto immaginati, acquisiscono attraverso l’arte una visibilità che li rende patrimonio collettivo.

All’artista va pertanto il merito di metterci in contatto con nuove realtà; di gettare ponti da attraversare alla ricerca di linfa vitale.

Un percorso di conoscenza capace di generare quell’amore che, illuminando l’universo, relega nell’ombra l’ignoranza, l’odio e l’indifferenza (sua grande alleata).

Meraviglie d'Oriente di Luigi Ballarin

In questa direzione si muove Luigi Ballarin, impegnato da sempre ad indagare aree a noi buie del sapere. Con l’intento di ridare significato ad un quotidiano nel quale l’umanità vaga senza ormai più di punti di riferimento. Una ricerca di universalità quella di questo artista; che desideroso di visioni dall’alto ha fatto crescere in sé, calandosi in una cultura altra, la coscienza della complessità che governa il mondo.

Senza visioni precostituite l’artista coltiva con passi lievi il suo desiderio di conoscenza avvicinandosi con grande umiltà ad un sentire che non gli appartiene…

Si appropria inizialmente di forme, colori e profumi, con cui prendono vita, tra le sue mani, armonie. Che, come mandala, hanno il potere di avvicinarlo progressivamente alla tanto ricercata sintonia. Opere soltanto in apparenza “decorative”. Sono infatti momenti essenziali di una ricerca profonda; che vedono l’artista calarsi ripetutamente in universi nei quali, sospeso ogni giudizio di valore, inizia a navigare lasciandosi andare al sentire. Un abbandono in un’atmosfera universale di preghiera, spiritualità e mistero; che suona come temporanea presa di distanza dalle vicende terrene. Un processo durato anni che ha permesso all’artista di vestire con la necessaria consapevolezza la tanto accarezzata nuova pelle.

Ma “l’abito non fa il monaco!”, recita un vecchio proverbio. E così Luigi Ballarin, non più il veneziano di prima, non si è trasformato in uomo dell’Islam. Oggi è qualcosa di diverso, di più articolato. Di certo più vicino a quei cavalli e farfalle multicolori che impegnano la tela nei suoi lavori più recenti. Forme nuove, libere, svincolate da culture e immagini archetipi che ostentano oggi un’epidermide patchwork; memoria viva di antichi manufatti ceramici e tessili.

Con il superamento e l’incontro delle singole culture,dando vita ad opere/luoghi di incontro e commistione; Luigi Ballarin ha pienamente guadagnato la sua visione dall’alto. 

Testo a cura di Giuseppe Salerno

Leggi anche “Le meraviglie d’Oriente di Luigi Ballarin in mostra a Roma dal 22 Febbraio”: articolo del 18 Febbraio su Il Messaggero.it.