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Mauro Reggio
Prospettive e architetture di paesaggi urbani e non. Notevoli ed iconiche, le opere metafisiche di Mauro Reggio sono caratterizzate da dettagli che ci rimandano al fotorealismo americano e ad elementi pop, come l’utilizzo di colori distopici (per il cielo in modo particolare). Epoche diverse, colori tipici della grande tradizione italiana del XX secolo, trasformati e rinnovati sulla base delle più recenti riflessioni contemporanee e tecnologiche. Classe 1971, romano, partecipa alla Biennale di Venezia nel 2011 (Padiglione Regione Lazio a cura di Vittorio Sgarbi) e nel 2015 (Padiglione della Repubblica Araba Siriana a cura di Duccio Trombadori). Vincitore di numerosi premi tra i quali ricordiamo il “Premio Cairo” nel 2001. Le sue opere fanno parte delle più prestigiose collezioni pubbliche e private: Macro, Senato della Repubblica Italiana, Collezione Farnesina presso il Ministero degli Affari Esteri Italiano, Zhan Baoquan Art Museum di Pechino nonché Collezione Bulgari, Benetton, Cerasi, Italiana Costruzioni Spa, Starwood St. Regis. Ha lavorato per gli Istituti Italiani di Cultura a Melbourne e per gli showroom Bulgari a New York, Los Angeles, Chicago, Londra, Hong Kong. Taipei, Kuala Lumpur, Roma.Ha all’attivo mostre in gallerie, musei e spazi pubblici in Italia e all'estero. Ricordiamo nel 2024 la mostra a cura di Giordano Bruno Guerri al Vittoriale degli Italiani di Gardone Riviera e nel 2023 la mostra ai Musei di San Salvatore in Lauro. Le esposizioni in Veneto curate da Camillo Langone e alla Fondazione Sandretto Re Rebaudengo di Torino curate da Luca Beatrice, nonché le mostre milanesi alla Fondazione Durini a cura di Gianluca Marziani e al PAC a cura di Vittorio Sgarbi, fino alla mostra alla Galleria di Arte Moderna e Contemporanea di Roma a cura di Ludovico Pratesi.
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