NOWHERE ME. NOW. HERE. ME. 2.0 di Giovanni Trimani

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Quando
Date(s) - 18/10/2019 - 26/10/2019
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Dove
Medina Roma


NOWHERE ME. NOW. HERE. ME. 2.0 di Giovanni Trimani

NOWHERE ME. NOW. HERE. ME. 2.0 di Giovanni Trimania cura del Dott. Giorgio Vulcano, dal 18 al 26 Ottobre 2019 presso gli Spazi Medina Roma. L’artista romano, a 3 anni dalla nascita del suo Progetto AssediA, espone la sua nuova collezione  di opere in una seconda personale romana, dopo la prima inaugurata il 3 Ottobre presso gli spazi della Banca Intesa San Paolo Invest – Fideuram – Private Banking.

NOWHERE ME. NOW. HERE. ME. 2.0  si inserisce all’interno della programmazione del RAW – Rome Art Week 2019. 

Opening: Venerdì 18 Ottobre ore 18:00 presentazione della Dott.ssa Annalisa Perriello. Durante la serata vibreranno le suggestioni acustiche del concerto d’arpa di Virginia Viglianti.

Apertura al pubblico: Lunedì-Venerdì 10:00-13:00 e 15:00-19:00.

Altri Appuntamenti: Giovedì 24 Ottobre Conferenza sul mercato dell’arte contemporanea “ARTE. INVESTIMENTO. FUTURO”.

NOWHERE ME. NOW. HERE. ME. di Giovanni Trimani

L’individuo è sempre alla ricerca di una sua dimensione, un suo posto nel mondo; e se per questa coraggiosa ricerca egli utilizzasse ottiche e prospettive diverse? “Osate cambiare, trovate nuove strade!” esclamava ai suoi alunni il prof. John Keating, alias Robin Williams, nel celebre film l’Attimo fuggente del 1989.

NOWHERE ME. NOW. HERE. ME. 2.0 di Giovanni Trimani

Nowhere Me. Now. Here. Me. fa riferimento a quel percorso del proprio Io, particolare ed universale, quel porto a cui si approda e da cui si riparte continuamente per affrontare le avventure col mondo esterno. É un progetto, quello di Giovanni Trimani, che intende raccontare la varietà di equilibri tra ego e alter ego. In un eterno incontro-scontro tra realtà e immaginazione, in cui non mancano certamente i temi iconici della sedia e della sagoma umana, ricorrenti nelle sue sperimentazioni.

L’ombra di se stessi sembra quasi essere misura e maschera del nostro coraggio…

…il coraggio di chi vuole mettersi sempre in gioco, confrontarsi con se stesso e con gli altri. Una sagoma, dunque, che è la traccia, il percorso sempre inedito di qualcuno che prova ad essere qualcosa di meglio, di più; allora accade spesso che dilatiamo l’Io nelle nostre stanze, nello stretto abitacolo esistenziale del reale, oppure ci sentiamo impotenti e piccoli in luoghi di sconfinata vastità, dalle capillari vie labirintiche. In ogni caso la nostra coscienza può guidarci verso positive aperture, strade alternative e nuovi orizzonti dell’Io. Trimani, ancora una volta, adotta il metro tragicomico nelle circostanze esistenziali, ponendo l’attenzione sui profili dell’uomo, in improbabili, grottesche, circostanze spaziali, piene di colori e contaminazioni stilistiche, che, tratte dal passato, si proiettano nel futuro, sempre più descritte in curiose altalene tra l’esserci e il non esserci.

Testo a cura di Giorgio Vulcano