Ricarda Guantario: Mostra personale

Ricarda Guantario: Mostra personale
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Quando
Date(s) - 13/11/2026 - 19/11/2026
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Dove
Medina Art Gallery


Dal 13 al 19 Novembre 2026 Medina Art Gallery presenta la mostra personale dell’artista Ricarda Guantario con testo curatoriale di Antonella Panico nella gallery di Via Merulana 220 a Roma.

Opening event Venerdì 13 Novembre alle ore 18

Ricarda Guantario

L’itinerario espositivo segue la ricerca post-concettuale di Ricarda Guantario, un linguaggio filosofico tradotto in materia tangibile che dialoga con l’iconografia pop contemporanea.

Svuotando l’opera da intenti puramente estetizzanti, l’artista la traspone su un piano etico-esistenziale e la carica così di una multidimensionalità tutta nuova, che si sviluppa sulla critica al conformismo sociale e su revisioni spirituali e introspettive. La superficie pittorica e scultorea si fa territorio polimaterico, in cui convivono ceramiche, resine, supporti tessili grezzi e materiali eterogenei. 

Nella narrazione visiva di Guantario, il tutto si struttura attorno a due fondamentali direttrici plastiche: il ciclo delle mele e il ciclo delle spirali.

Riguardo al simbolo della mela…
…la sua semplicità si fa carico di significati universali quali armonia, conoscenza e ricerca del vero. L’artista dà forma a strutture seriali formate da moduli tridimensionali in ceramica o resina, impreziositi da patine metallizzate o motivi cromatici a pois, che dialogano su un doppio registro: quello della natura e quello dell’artificio. Inversioni percettive di materiali e colori mettono a nudo dinamiche di omologazione e l’illusione delle apparenze, trasformando la mela in un dispositivo concettuale che incoraggia il pubblico a interrogarsi sui temi dell’individualità e dell’autenticità. Oltre a una distintiva revisione della lezione data dalla Pop Art, è possibile scorgere un richiamo all’enigma surrealista di René Magritte nello scardinamento visivo generato dal singolo frutto “dissonante”.

Parallelamente, la forma della spirale…

…apre la riflessione sulla dimensione cosmico-temporale, della ciclicità e dell’evoluzione spirituale. Lungo il viaggio visivo che Guantario offre, è possibile seguire un dinamico movimento accentratore articolato attraverso una varietà di materiali e strutture installative: dai vortici a rilievo in cui sciami di micro-figure umane e cubi cromatici ruotano attorno a elementi industriali e ready-made (come il fulcro di una chiave), fino alle trame su tela di iuta e a sospensioni tridimensionali. L’accostamento tra la molteplicità degli individui rappresentati, la materia tattile e l’elemento emblematico al centro della composizione, genera una tensione tra immanente e trascendente, materia e spirito: un atto artistico che, ancora una volta, fa un uso intelligente delle icone e dei simboli a disposizione, plasmandoli in un invito generale alla contemplazione, alla ricerca di una più profonda armonia interiore, possibile solo trascendendo il dato visibile.

Il contrasto tra elementi organici e oggetti industriali rievoca, in aggiunta, l’ardire dell’Arte Povera (dalle strutture iconiche di Mario Merz alle tensioni materiche di Jannis Kounellis), un linguaggio artistico che provoca il cortocircuito tra la radice terrena dell’individuo e ciò che è sottostante, ancor più in profondità. È proprio attraverso questa dialettica tra forma e significato che la mostra di Ricarda Guantario dialoga con il pubblico, circondandolo di un gusto audace oltre che eclettico.

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