16 bit di Tancredi Fornasetti a Roma

16 bit di Tancredi Fornasetti
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Date(s) - 31/05/2019 - 06/06/2019
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Medina Roma


16 bit di Tancredi Fornasetti

16 bit di Tancredi Fornasetti a cura di Giancarlo Carpi dal 31 Maggio al 6 Giugno 2019 negli spazi Medina Roma. Mostra personale dell’artista romano che reinterpreta con un linguaggio che richiama il mondo dei videogiochi le sue visioni urbane, rimanendo in bilico tra figura e astrazione.

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20190606-0531 16bit tancredi fornasetti

Opening: Venerdì 31 maggio ore 18:00

Apertura al pubblico: Lunedì-Venerdì 10:00-13:00 e 15:00-19:00

16 bit di Tancredi Fornasetti

La brillante produzione astrattista di Tancredi Fornasetti incomincia con una elaborazione poligonale e prospettive e paesaggi quasi spaziali. Si tratta di costruzioni che tramandano la conoscenza che l’autore ha e dichiara del mondo digitale; in primo luogo dei videogiochi. Guardando alcuni dei suoi primi lavori mi è parso di essere tornato nei primi anni Novanta quando le nuove console da gioco giapponesi mettevano sul mercato upgrade e cartucce potenziate per offrire le prime esperienze tridimensionali. Titoli storici come Star Fox per Super Nintendo e Virtua Racing per Megadrive. Di lì a poco la prima gloriosa generazione di 32 bit avrebbe invaso il mercato casalingo decretando però la fine del poligono spoglio; e anzi integrando le prime texture che però risultavano molto pesanti per quei sistemi.

I quadri di Tancredi uniscono quindi una ricerca astrattista di lunga tradizione…

…assolutamente a campiture piatte ad una tradizione extrartistica ma pur sempre visuale assai più recente. Ovviamente, potremmo andare a ritroso nel tempo da questi poligoni ai cubi della pittura rivoluzionaria francese di primo novecento. Ma bisognerebbe; piuttosto, prendere di mira con lo sguardo l’altra ricerca sulla prospettiva e lo spazio; quella italiana e futurista, prendendo anche atto del fatto che, per Fornasetti; non si tratta mai di una totale decostruzione di quegli assiomi formalistici, e cioè di una riscrittura citazionista.

16 bit di Tancredi Fornasetti Evoluzione del prisma, 100×200, acrilico su tela

Resta sempre in lui un’ambizione costruttiva. Una curiosità e un amore per l’apparire delle forme e dei motivi ricorrenti. Per una ragione proprio di consonanza evidente tra la funzione delle costruzioni poligonali e delle prospettive multiple che non è strutturale e invece molto aperta e estroflessa. Gli incastri, così a campiture piatte e tematicamente sorretti dal motivo della città e dei meccanismi; condurrebbero più precisamente a quella produzione degli anni venti di arte meccanica che situata tra Prampolini, Djulgheroff e Maino.

C’è però ancora un altro riferimento forse ancora più utile ed esatto cioè Fortunato Depero.

E qui si può ben osservare in particolare la grande tela qui presente con un notevole dinamismo di piani orgiastici blu e rossi, di sfere e semisfere interconnesse; intercomunicanti (si ricordi la prima mostra romana deperiana del 1916 – astrazioni “animali” e “vegetali”). Perché v’è, senza dubbio, anche un costante aspetto organico di queste molteplici forme geometriche; che a volte traspare dalla rotondità di un bulbo oculare, a volte di un germoglio o di un fiore.

16 bit di Tancredi Fornasetti Tramonti metropolitani, 100×100, olio su tela

Forme che poi si incontrano, inaspettatamente, con quelle che chiamo le “tendine”, il ricorrente motivo a bande che non è, futuristicamente una linea di forza o di energia; quanto invece elemento estremamente decorativo; o appunto una prima texture che per il tramite della sua semplicità reindirizzi quegli albori della grafica 3d alla nuova fruizione estetica. E che trattiene con se qualcosa o comunque mi ha fatto pensare alla nuova astrazione geometrica americana degli anni Ottanta; vieppiù che Halley, tra gli altri, conosceva e fu influenzato dai primi videogames (si parlò per la neo geo infatti, anche di neo-futurismo). Nell’accostamento a un pittore di sapienza paesaggistica e assai più introflesso come Venanzio Manciocchi, la mostra indica come ci si possa tenere in bilico tra figura e astrazione pur praticando tecniche e in esiti diversi.

Testo a cura di Giancarlo Carpi

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